Algiz, la runa ponte tra Cielo e Terra

Algiz runa dell'alfabeto germanico, opera in legno di recupero, potente tramite tra cielo e terra

Come in Alto, così in Basso.

Questo il senso che ho sperimentato nel creare la mia seconda runa, nata da una scelta “a sorte” tra le altre rune disponibili.

Quando ho scelto di proseguire con la seconda runa ho pensato che questa dovesse incarnare un potere femminile.

Seguendo le prime linee del legno, in effetti, ho la sensazione che il rigonfiamento che vedo, dato dalla curvatura del ramo di olivo che utilizzo, sia un ventre femminile, una gravidanza che si proietta al mondo.

Come spesso capita, ciò che penso non è mai ciò che il legno vuol far emergere. Appena sopra il ventre si apre un vertice, i due lati che si chiudono lateralmente mi ricordano la forma di un triangolo equilatero. Il vertice guarda verso l’alto.

Anche questa volta la mente va in tutt’altra direzione.


Rune e minerali. Opere in legno da scarti di ulivo e pallet
Rune e minerali. Opere in legno da scarti di ulivo e pallet nella loro bacheca in pallet di recupero

Mentre gli scalpelli scorrono lungo le vesti della figura, arrivo al suo viso. No, non è una donna e nemmeno un giovane nel fiore del suo tempo. E’ un anziano, vecchio di vita e saggezza, che mi ricorda un personaggio legato ai mondi del “Signore degli Anelli”. E’ un re, e un re ha la sua corona. Dalla corona scivola una sorta di tessuto che ricopre il corpo, fondendosi nel triangolo. Qui convogliano e nascono le energie della runa.

Qui, a differenza della precedente, il simbolo non nasce alla sommità della corona ma nella zona del plesso solare.


Il re, con il suo IO definito, aperto, rigonfio di abbondanza, è lì per ricordare la perfezione che risiede nel triangolo, nelle energie che dal suo baricentro si diramano verso i vertici, superiori e inferiori, frazionando la luce dell’uno in miliardi di parti, donando la stessa intensità luminosa ovunque la luce stessa voglia essere accolta.

I suoi occhi, fuori dalle orbite, lo rendono quasi mostruoso. Eppure in quegli occhi è racchiuso il segreto di una vecchia saggezza:

Osservare è il percorso che porta alla Verità.

Se non hai ancora letto il racconto della prima runa, Eihwaz nasce da un pezzo dello stesso ramo di ulivo di Algiz: un’altra storia di legno che racconta di me e forse di te.

Non esiste altro metodo per conoscere la Verità se non attraverso la sperimentazione e l’esperienza data dall’osservazione.

Algiz è una runa di profonda praticità, nonostante ricordi un orante che apre le sue braccia al cielo. E’ una runa che ricorda quanto sia importante l’osservazione di sé per aprirsi all’abbondanza del tutto e invecchiare saggiamente.

Mentre definisco il viso ecco che lo scalpello piatto scivola in quello spazio che dovrebbe contenere una bocca, forse un sorriso.

No, lo scalpello scava lo spazio, non lascia traccia di un sorriso ma quasi una bocca che si chiude in sé stessa.

Un po’ come quando vorremmo morderci le labbra per ciò che abbiamo appena detto o per ciò che vorremmo dire ma non può essere raccontato.

Almeno per ora.

Mentre osservo la mandibola sdentata del mio vegliardo mi chiedo, amico mio, davvero, cosa vuoi da me?

Perso in questo dialogo senza risposta, come sempre, pago il pegno con una goccia di sangue che scorre dentro la runa che ho appena inciso.

"Sono io, la Runa e voglio che tu possa parlare di me attraverso Me".

Algiz ᛉ

Algiz runa dell'alfabeto germanico, opera in legno di recupero, potente tramite tra cielo e terra con un gioiello che riporta il Cubo di Metatron, realizzato in Russia da un artigiano nel 2015

Come in Alto, così in Basso. Questa è la Via che mi trasmette Algiz. Come nell’albero sefirotico, Algiz mi porta a comprendere il senso che soggiace nelle cose. Come la via Calda e la via Fredda si uniscono nella via che collega il Cielo e la Terra, così i regni Supernali si uniscono al nostro regno inferiore nell’Orante. Algiz è l’Orante, Algiz è la preghiera che si fa forma, Algiz è il segno che il Tutto comunica costantemente: Algiz è accogliere il Tutto.

Algiz è apertura verso l’abbondanza che viene dall’Origine del Tutto, Algiz è la via tra Keter e Malkuth:

“Il principio è inserito nella fine e la fine nel principio” – Sefer Yetzirah

La prossima runa sarà Othila — eredità, radici, il senso di ciò che si lascia e di ciò che rimane. Un’altra storia che il legno si prepara a raccontare.

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