Odino, il Padre del Tutto.

Odino (Óðinn): È il dio supremo della mitologia norrena. Signore della sapienza, della guerra, della poesia e della magia, è noto per aver sacrificato il proprio occhio e essersi appeso all'albero sacro Yggdrasil per nove giorni e nove notti pur di ottenere la conoscenza delle rune. Fehu (ᚠ): È la prima runa dell'antico alfabeto Elder Futhark e rappresenta la lettera "F". Simboleggia il bestiame domato e, per estensione, la ricchezza materiale, il benessere, il bestiame come prima forma di moneta e la prosperità generata dal duro lavoro.

Lo scorso inverno, alla ricerca di legna da ardere per il camino, mi imbatto in un albero di mimosa.

L’albero, divelto dal vento, probabilmente qualche anno prima, è una scorta di legname per varie settimane; se non fosse per quella radice.

Con la motosega ripulisco l’albero dai rami più periferici, inizio a tagliare quelli più grossi, arrivo alla base del tronco e lì c’è lei. No, non posso sacrificare alle fiamme un pezzo di legno così particolare. Subito intravedo un naso, poi le orbite oculari e poi ancora una folta chioma. No, non è un pezzo di legno divelto è lei:

La Radice.

Yggdrasill.

In quel momento capisco e sento che, nonostante non sia un frassino o una quercia, in quella radice di mimosa riposa Odino.


Il mito parla.

Yggdrasill è l’Albero Cosmico, quello che regge e governa i nove mondi, da quelli per noi fatati di gnomi ed elfi sino al mondo supernale degli Asi, gli dei norreni, passando per Midgard, il nostro mondo.

La mimosa, una tra le prime piante che fiorisce all’arrivo della primavera, è una pianta “colonizzatrice”. Cresce in condizioni di scarsità di nutrienti e acqua ma, con il suo apporto di materia organica, riesce a rinnovare la vitalità del suolo.

Per questo, ho sentito di dover trovare Odino all’interno della radice. Così come Odino, nei nove giorni appeso all’albero di Yggdrasill è morto a sé stesso per rinascere come Uomo Nuovo, così la mimosa, in sé, porta la segnatura della rinascita.

Inizia la realizzazione. Da Ansuz a Odino.

Nel momento in cui inizia l’intaglio mi chiedo subito da dove partire. Non so perché ma la scelta è quella di seguire l’istinto. Una runa, anche questa legata profondamente a Odino: Ansuz.

Ancient stone with carved rune symbol and inscription 'RUNA ANSUZ'

Ansuz ricorda il Frassino, la Quercia, Odino. Ansuz è il ponte tra l’uomo e gli dei, in questo caso il Padre del Tutto.

Óss er algingautr, ok ásgarðs jöfurr, ok valhallar vísi. Jupiter oddviti. (Ase è l’antico Dio e principe dell’Asgard e signore del Valhalla. Sommo Giove).


La runa detta i miei primi movimenti di scalpello. Il legno è morbidissimo, molto fibroso. Le venature cambiano in pochi centimetri, passando da lungo a traverso vena in un attimo o, almeno, così pare a me.

Inizio a portar via terra nascosta tra le volute della radice, trovo un sasso, incastonato lì forse dal momento in cui la pianta ha messo radici, appunto. Trovo degli ospiti, insetti, formiche e alcuni piccoli funghi. Questo dimostra che il processo di putrefazione si è avviato.

Dico a me stesso: quanta simbologia in te, radice! Vuoi vedere che sei veramente Odino!

Il lavoro prosegue per varie settimane, sono ancora alle prime armi con i miei nuovi scalpelli e sgorbie. Provo a definire la barba con uno scalpello a V, in alcuni momenti sembra che riesca a dare un senso di movimento, poi, dopo un attimo, mi accorgo che il risultato non è pari a quello che dentro sento di voler raggiungere.

La barba dovrebbe quasi darmi un senso di scala, seguendo l’andamento obliquo e tortile del legno. Porto via parecchio materiale ma, alla fine, sento che la strada è quella giusta.

La radice è suddivisa come fosse un mezzo busto umano. La testa, ricoperta da una folta chioma di radici; due cavità, in cui all’interno di una è nascosto il sasso, che ricordano le orbite; una bocca semi socchiusa e un naso in cui compare una narice che si insinua all’interno tra le due orbite. All’interno di una delle due orbite, a significare l’occhio che vede Tutto, sacrificato da Odino per accedere alla conoscenza illimitata, inserisco un ritaglio di ulivo con i segni del suo accrescimento concentrico.

Mi emoziono come in poche altre occasioni della mia vita. Guardo Odino e ne sento tutto il potere, ne percepisco la forza e questa mi trasmette.

La mia razionalità viene meno a ogni intaglio. Quell’uomo, radicato, è ora sradicato e, in quei miei giorni all’opera, mi sento come Odino nei suoi nove giorni appeso all’albero.

Odino, la mia trasmutazione.

Mi riporta indietro nel tempo, in un giorno in cui, seduto all’ombra della Luna allineata con Giove in un bacio cosmico, mi rivolgo alla mia sinistra e dico: questo è uno dei momenti più belli della mia vita, lo porterò sempre nel Cuore e ti ricorderò sempre. Qualche tempo dopo, nasce una ballata legata al nostro sentire, legato profondamente al mito norreno:

la Terra trema, Odino Danza, germoglia il seme dell’Abbondanza.

Odino, in quei giorni, in quel bacio cosmico, ha insinuato un seme nel mio Cuore e, con questa realizzazione, lo ha portato alla luce.

Da un pallet di recupero creo una base su cui poggiare il Padre del Tutto. Sempre in quei giorni, non lontano dal luogo in cui raccolgo la Radice, trovo un teschio di volpe. Penso a mio nonno e a quei giorni felici in cui mi chiamava “su Grodde”, la volpe.

Non avendo segnature di Lupo, mi affido alle Radici. Con del mastice per legno unisco la Volpe, me, all’altare del Padre del Tutto. In quel momento lascio che la parte di me che vive nel ricordo del Berserker (temuti guerrieri nordici devoti a Odino) possa sorvegliare il Padre del Tutto. Non più con la cieca furia con cui scendeva in battaglia, “berserksgangr“, ma nell’ascolto interiore.

Odino (Óðinn): È il dio supremo della mitologia norrena. Signore della sapienza, della guerra, della poesia e della magia, è noto per aver sacrificato il proprio occhio e essersi appeso all'albero sacro Yggdrasil per nove giorni e nove notti pur di ottenere la conoscenza delle rune. Fehu (ᚠ): È la prima runa dell'antico alfabeto Elder Futhark e rappresenta la lettera "F". Simboleggia il bestiame domato e, per estensione, la ricchezza materiale, il benessere, il bestiame come prima forma di moneta e la prosperità generata dal duro lavoro.
Odino con la runa Ansuz.

La mia lotta, non è più razzia e furia cieca. La mia lotta si manifesta nei colpi del maglietto, nel sangue che sgorga dalle ferite che riporto quando la sgorbia o lo scalpello corrono incontrollabili lungo il legno.

Oggi la mia furia cieca è domata nello sguardo che tutto sa, lo sguardo del Padre del Tutto.

Dalla radice caduta, una presenza.
Dal silenzio del legno, la mia trasformazione.

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